3 febbraio 2013

Il mio tetto fotovoltaico, gli F-35 e l'Italia presa per Scandinavia

L'anno scorso ho installato a casa mia un impianto fotovoltaico.
Funziona perfettamente e produce secondo le aspettative.
Bellissimo, direte voi.
Bellissimo, rispondo io.
Energia dal Sole, pulita, illimitata, ultra-green, una invenzione benemerita per l'Umanità, frutto della Scienza buona e pacifica, direte voi.
Manco per idea, rispondo io.
Sull'effetto fotovoltaico Einstein ci prese il Nobel per la fisica nel 1905, ma fu la poco pacifica US Navy a sparare in orbita il satellita artificiale Vanguard 1 dotato di Pannelli Fotovoltaici nel poco pacifico Maggio del 1964.
E così via.
L'anno scorso, ad un costo accettabilissimo, un impianto fotovoltaico è finito sul tetto di casa mia dopo che decine di impianti fotovoltaici hanno volato sulla mia testa per tutta la mia vita su una panoplia di satelliti artificiali, spia e non.
Oggi, un impianto fotovoltaico su ogni casa è il sogno (realizzabile) di molti, ieri, un impianto fotovoltaico su un satellite di rilevamento precoce lancio ICBM Sovietici era un incubo per tutti.
Cose che capitano.
L'italietta del 2013 si divide attorno alla questione F-35.
Alla fine ho deciso di scriverne, sfuggendo ancora una volta alla chiamata dell'indifferenza per tutto ciò che concerne il destino dei miei autocarnefici concittadini .
Il Programma F-35 non è un gran che.
Ma è prestissimo per trarne conclusioni definitive.
Il punto è che la qualità e l'efficacia di questo velivolo, in questa fase, sono del tutto secondarie.
Se mi azzecca, poi, ne parlo in seguito.
Quello che trovo sconcertante, folle, pericoloso come un autista di scuolabus ubriaco, è la pervicace volontà di non interrogarsi punto su quale siano gli scopi della spesa di questi enne miliardi di €.
Nel 'migliore' dei casi si postula che le spese militari per l'Italia sono completamente inutili, in quanto l'Italia 'ripudia la guerra come strumento di offesa' eccetera eccetera eccetera. 
Questi eccetera andrebbero studiati a fondo eh!
I Postulanti in merito sono gli stessi che chiedono l'uscita dell'Italia dalla Nato e l'eliminazione delle basi USA nel Bel Paese.
Non è elegante autocitarsi, ma se qualcuno fosse davvero interessato all'argomento magari dovrebbe, prima di proseguire, dare una lettura a questo mio vecchio post.
Fatto?
Andiamo avanti.
Dovrebbe essere piuttosto banale (ma nei fatti non lo è) constatare che l'Italia NON è nella stessa comoda posizione geopolitica dei pacifici, ricchi, sicuri e ben armati paesi della Scandinavia.
La Danimarca è circondata da Paesi in pace da Sessant'anni ed oltre.
L'Italia, no.
Eppure, si sostiene che l'Italia dovrebbe fare scelte che i popoli Scandinavi si guardano bene dal fare.
Senza avanzare spiegazione ragionata in merito.
Veniamo, ora, al programma F-35.
E' senz'altro un parto travagliato e costoso.
E a me non piace.
Non piace il progetto, troppo fragile per un caccia tattico, trovo insufficiente il livello delle compensazioni industriali ottenute dall'Italia e ritengo profondamente errato, da un punto di vista industriale, costruire le parti a medio-bassa tecnologia di quello che si è progettato oltreoceano.
Quindi, io, personalmente, NON avrei partecipato al programma F-35.
MA.
Il ruolo dell'F-35 deve essere coperto in qualche modo.
E' necessario un velivolo per le portaerei.
E' necessario un velivolo da attacco tattico e per il supporto ravvicinato.
Certo, ci sono altre vie.
Il sottoscritto, ad esempio, piuttosto allergico alle 'missioni di pace', probabilmente preferirebbe raddoppiare il numero dei caccia europei Typhoon in modo da rendere l'Italia indipendente per quanto riguarda la propria difesa aerea...
Una scelta del genere, tanto per fare un esempio coerente, sarebbe piuttosto simile a quella Svedese la cui aviazione è costituita praticamente da un unico modello di velivolo.
Ma ci renderebbe dipendenti dagli USA per quanto riguarda la sicurezza aerea delle nostre navi ed il supporto aereo ravvicinato ai nostri soldati.
Vedo che la mia proverbiale logorrea mi porta lontano.
Il discorso si fa complesso.
Poniamo qualche domanda, magari più utile rispetto a troppe elocubrazioni, tornando al mio impianto fotovoltaico.

  • L'industria aerospaziale italiana (o Europea) è utile al benessere della Cittadinanza?
  • Le ricadute tecnologiche di questi investimenti costosissimi hanno senso? (Internet, cellulari, risonanza magnetica, impianti fotovoltaici ecc: sono tutte applicazioni civili di ricerche militari)
  • Se non si ritiene utile spendere enne miliardi in armi (nell'ottica di cui sopra) come si intende garantire la sicurezza dei cittadini (italiani e non danesi)?
  • Se, come io auspico, si decidesse di annullare la partecipazione al programma F-35 come si intende investire la somma di denaro risparmiata? In stipendi per docenti universitari et similia? O in un programma militare europeo che dia lavoro e ricadute tecnologiche ad imprese e cittadini europei per garantire la difesa europea?
  • Il Parlamento Italiano ha dichiarato che Ruby rubacuori è la nipote di Mubarak; ci fa migliore figura chi dichiara che l'Italia è nella stessa condizione geopolitica della Danimarca?
  • Più in generale: ok, tagliamo le spese militari, ma:

  1. Come garantiamo la sicurezza? Prego, esplicitare gli strumenti con cui si intende dissuadere gli armatissimi e NON pacifici regimi del Nord Africa a continuare a farsi i fatti propri
  2. Come garantiamo che quel denaro venga speso in maniera più produttiva ed in maniera da garantire la medesima ricaduta tecnologica sulla vita quotidiana dei cittadini?






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