15 gennaio 2017

Addio Mr. President e grazie per la tua Terza Guerra Mondiale



Non è necessario essere pro o contro Obama/Trump.
E' sufficiente aprire la finestra e guardare lontano.
La presidenza di Barak Obama si conclude, purtroppo per noi tutti, con un mondo assai peggiore (per quanto riguarda, ad esempio le prospettive di una aperta conflagrazione militare in Medio Oriente e Corea) di quello che ha ereditato.
Negli USA il suo messaggio è andato perso, tanto che sarà un impresentabile come Trump a sedersi nello Studio Ovale, figlio, tra tante altre cose, magari più rilevanti, di un basso tasso di disoccupazione grazie a milioni di lavoratori sfruttati e sottopagati.
Il razzismo è ai massimi (relativi) storici.
L'economia finanziaria tira, quella reale meno e le famiglie nobili (bipartisan) della politica di Washington hanno clamorosamente perso semplicemente per troppa distanza dalle rispettive basi elettorali.
Probabilmente, Barak Obama ha davvero fatto del suo meglio, quindi, per tutto quello che riguarda la Politca Interna agli USA, il giudizio politico e storico da parte di un Europeo del Sud ha poco senso.
Diversa è la faccenda in campo geopolitico.
Per un Europeo del Sud Obama è stato il peggior presidente USA da Sempre.
Nessuno ha messo a repentaglio le vite degli italiani e a rischio la sicurezza dell'Italia più di Barak Obama.
Non vi voglio tediare con le dozzine di pagine necessarie ad argomentare in dettaglio, ma, per  sommi capi, sono state catastrofiche:

  • La gestione della mattanza siriana con il mancato strike dopo l'uso da parte di Assad di armi di distruzione di massa;
  • La gestione della guerra civile libica in cui l'Italia è stata penalizzata in maniera indecente;
  • La gestione della questione Nord Coreana sin da quando, dopo che una nave Sud Coreana è stata affondata da un sottomarino Nord Coreano, Obama non ha saputo far meglio che inviare un bombardiere a fare un volo dimostrativo;
  • La completa inazione per 8 lunghi anni sulla questione Palestinese;
e, cosa imperdonabile, imperdonabile, imperdonabile, la gestione della minaccia nucleare iraniana.
Obama sarà ricordato per essere stato il Primo Presidente Afroamericano e per il Presidente Americano che ha messo fine alla non proliferazione nucleare.

Anche nella migliore delle ipotesi, se i preti sciiti iraniani raggiungeranno la tecnologia nucleare gli abitanti del Bel Paese potrebbero trovarsi in guai seri, a dir poco.
L'appeasement verso l'Iran, la Nord Corea, il tradimento dei Curdi, il tradimento di Israele e, visto che noi italiani non sappiamo guardare oltre il nostro naso di natura, la prossima catastrofe libica che ricadrà interamente sulle nostre spalle, ecco l'eredità di Obama:
un occidente che ha abdicato la difesa dei diritti e dei principi che lo rendono tale e che ha smesso di difendere anche se stesso.
Obama che ha fatto illuminare d'Arcobaleno la Casa Bianca quando la Corte Suprema USA ha legalizzato a livello federale le unioni omosessuali è lo stesso uomo che ha fatto arretrare di migliaia di km la linea oltre il quale gli omosessuali sono appesi ai lampioni della pubblica via.
Neville Chamberlain di fronte alle minacce naziste, tra il disonore e la Guerra scelse il disonore ed ebbe la Guerra (cit.). 
Ma a succedergli fu chiamato Churchill.
A noi, invece, tocca Trump.
Che ancora prima di insediarsi non ha scelta: deve ripristinare il prestigio  militare USA, quello stesso prestigio militare che ha garantito a tutti noi il privilegio dell'obesità e delle unioni civili. 
E lo farà come un Trump, non come un Churchill.
Ma, forse, ci basta che non lo faccia come ha fatto Obama: